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 ERNESTO BALDUCCI
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SPECIALE ERNESTO BALDUCCI | CLIP VIDEO

GEMITO DEI VIVENTI SILENZIO DI DIO ?
INTERVENTO STRAORDINARIO DI P.BALDUCCI | In occasione del 49° Corso di studi cristiani in dialogo con altre religioni | Cittadella Assisi, 23-28 Agosto 1991
Ernesto Balducci su "Giorgio La Pira" | Intervista
Ernesto Balducci su "Se vuoi la pace prepara la pace" | Intervista
Ernesto Balducci su "Teologia della liberazione" | Intervista
Funerali di Ernesto Balducci | Firenze 1992
Con Balducci a Santa Fiora
CENNI BIOGRAFICI

Ernesto Balducci nacque nel 1922 a Santa Fiora, un paese di minatori sulle pendici del Monte Amiata, in provincia di Grosseto. A dodici anni il padre perse il lavoro ed Ernesto lasciò la famiglia per andare a lavorare presso un fabbro ferraio, Manfresi, anarchico e perseguitato dal fascismo. Ma nel novembre di quello stesso anno gli Scolopi gli offrirono di entrare gratuitamente in seminario.

Studiò Teologia a Roma e Lettere e Filosofia a Firenze. La fondazione del Centro di impegno cristiano nel 1952 fu un’occasione in più per approfondire l’amicizia con Giorgio La Pira2 e i rapporti con il gruppo dei Preti scrittori di Milano e dei Piccoli Fratelli discepoli di Maritain.

Nel 1958 Balducci fondò il mensile Testimonianze , di cui sarà direttore per trentaquattro anni.

La difesa pubblica nel 1963 di Giuseppe Gozzini, primo obiettore di coscienza in Italia e il successivo processo diedero al vescovo di Firenze, monsignor Florit, l’occasione di “esiliare” Balducci.

Rimase a Roma fino al 1965 quando, grazie all’intervento diretto di Papa Montini, tornò in Toscana. Non a Firenze, però, dove il vescovo Florit era ancora impegnato nella sua lotta contro La Pira, ma nella Badia fiesolana a duecento metri dai confini con la diocesi di Firenze. Ma il tempo da dedicare allo studio nelle tranquille mura della Badia era sempre di meno.

La rivista “Testimonianze”, le edizioni Cultura della Pace, le collaborazioni a quotidiani e riviste, la presenza diretta e generosa a decine di manifestazioni e dibattiti in ogni parte d’Italia gli rubano la maggior parte della giornata.

I suoi interventi contro la follia della guerra, prima, durante e dopo il Golfo e nel 1992, sul “cinquantenario”, come occasione per ridiscutere i fondamenti stessi della storia e della cultura moderna, diventano un punto di riferimento per lo “sterminato popolo della pace”. E, proprio mentre torna da uno di questi dibattiti, padre Balducci ha un incidente d’auto. Ricoverato già in coma, muore il 25 aprile 1992.

Ernesto Balducci è sepolto nel cimitero di Santa Fiora.
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Il lungo rapporto di Ernesto Balducci con "Testimonianze" | Testimonianze, Quaderni del Cinquantennale N. 2, Gen-Feb 2007

con la Selezione Online di :: Tutto l'Elenco degli articoli di Ernesto Balducci apparsi su «Testimonianze» dal 1958 al 1992 e dal 1993 al 2006 (a cura di Rossella Tursi) | Presentazione del volume (di Severino Saccardi) | Ernesto Balducci e Testimonianze (di Maurizio Bassetti) | Grandi testimoni di fede (di Francesco Stella) | Crisi del cristianesimo e la cultura del dialogo (di Andrea Bigalli) | Verso un nuovo umanesimo (di Simone Siliani) | La città del domani (di Roberto Mosi)


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PAGINE SCELTE DA :: IL MANDORLO E IL FUOCO:
Commento alla Liturgia della Parola

LA RESURREZIONE, UN PROGETTO
ECCO L'UOMO / LA PACE COME...
AMARE LA VITA
LA SAPIENZA EVANGELICA / UN DIO CHE SCONCERTA
L'ACQUA DALLA ROCCIA / AL POZZO DI SICHAR
TRASFIGURAZIONE
O IL POTERE O L'AMORE

LA ROCCIA E L'URAGANO
LA SAPIENZA DEL QUOTIDIANO
UN'ALTRA SAPIENZA
SE NON SPLENDE LA VOSTRA LUCE
LE BEATITUDINI... OGGI
LA RICERCA DELLA LUCE

BATTESIMO DI GESU'
L'UNIVERSALITA' DELL'EPIFANIA
AVVENTO / 4a domenica
AVVENTO / 3a domenica
MARIA, DONNA OBBEDIENTE ... MARIA, TRASPARENZA DEL FUTURO
AVVENTO / 2a domenica
AVVENTO / 1a domenica

LA SAPIENZA DELLA CROCE
TEMPO DI APOCALISSI
L'AL DI LA'
AMARE LA VITA
IL GRIDO DEI POVERI
LA PREGHIERA INNOCENTE
GLI STRANIERI PROFETIZZANO!
AMORE COME LOTTA
LA COLLERA DEI POVERI
LE MANI PURE
L'AMORE E' NELLA DIASPORA
PRENDERE LA CROCE
L'ESISTENZA CONVIVIALE
NESSUNO E' LONTANO
MARIA, PELLEGRINA DELLA FEDE
DIVIDERE PER UNIRE
L'ACCAMPAMENTO SI MUOVE
IL NICHILISMO DELLA FEDE
LA FIAMMA SEGRETA
IL BARBARO, SACRAMENTO DI DIO
LE VIE DELLA PACE
AL DI LA' DELLA LOTTA, LA LIBERTA'

L'EVENTO DI ASSISI
L'UOMO PLANETARIO
LA TERRA DEL TRAMONTO
FRANCESCO D'ASSISI
GIORGIO LA PIRA
EDUCARE ALLA MONDIALITA'


ALTRE RISORSE DOCUMENTALI:

Il principio-speranza di un uomo di frontiera (don Tonino Bello per p. Ernesto Balducci)

Ernesto Balducci, Bibliografia ragionata sulle ultime pubblicazioni (a cura di «Storia di Firenze. Il portale per la storia della città», 2009)

Percorsi di Archivio, L'archivio di Ernesto Balducci (a cura di Bruna Bocchini Camaiani, Monica Galfré, Nicoletta Silvestri)

Ernesto Balducci (a cura di Rocco D'Ambrosio, Cercasi un fine .it online)

FRAMMENTI PORTANTI...

  Nella generale eclissi delle identità il primo nostro dovere è di restare fedeli a quella che abbiamo costruito, con una variante però, che essa va ritenuta non come il tutto ma come un frammento del tutto, di un tutto ancora nascosto nel futuro. Non ripudio me stesso, dunque, né mi converto ad altro: ripudio solo le forme e le pulsioni che mi vorrebbero condurre a fare del mio frammento la misura del tutto. Come il vero Dio, cosi' anche il vero uomo è absconditus, e perciò io devo parlare di lui al futuro, anche se ne parlo a partire dal presente e con la massima fedeltà alle indicazioni del presente.

  «la nonviolenza è un’altra cultura, è un’organizzazione della vita personale e collettiva che si basa sulla subordinazione del momento competitivo al momento della comunione, dello scambio, dell’intesa. […] la vera ricchezza umana si ha nello scambio reciproco, nel momento in cui l’avversario cessa di essere tale, perché ci siamo “convertiti” l’uno all’altro...»

Ernesto Balducci, L'uomo planetario


  «La mia gente ha messo i piedi nella terra promessa della modernità proprio nel momento in cui la modernità è entrata in crisi, perché si sono spente davanti ai suoi occhi le luci del futuro. Mi domando spesso se globalmente il quoziente di felicità di cui gode oggi il mio paese sia equivalente a quello che godevamo noi, stretti nel cerchio invincibile della miseria. La risposta porterebbe lontano.

Meglio chiedersi, invece, se non sia venuto il momento di ricercare nelle riserve della memoria comune quel patrimonio culturale, nel senso antropologico del termine, che potrebbe favorire la ricomposizione della comunità umana, lacerata e frantumata dalla corsa al consumo, anche al consumo dei modelli di vita prodotti nelle centrali del potere economico, che per legge di mercato tende, col sussidio dei mass-media, ad appiattire la vita individuale e collettiva sui bisogni uniformi e spersonalizzanti.

Da qualche decennio la città ha perso il suo prestigio di forma esemplare della vita associata […]. Quel che manca ormai alla città è la capacità di fornire con la sua cultura un luogo alto di identità comune, una struttura simbolica di scambio tra cittadino e cittadino, tra gruppo e gruppo, un equilibrio tra i ritmi umani del vivere e quelli dell’ambiente naturale. […]

Il futuro della mia terra sta nella ricerca di una coniugazione, tutta da inventare, tra le nuove possibilità liberatrici offerte dalla tecnica e l’antica saggezza del vivere, soffrire e gioire insieme, una saggezza che l’esperienza di innumerevoli generazioni ha deposto nel fondo di noi.

La mia impressione è che l’improvvisa alluvione della civiltà del consumo, che è poi la civiltà della competizione generalizzata, abbia toccato il suo limite, il suo punto di riflusso. Se questo è vero, allora il primo modo di rispondere alle esigenze del momento è quello di ricomporre con amore la memoria del passato, quale luogo di identità umana e quale repertorio di soluzioni ai problemi che oggi ci affliggono».

Ernesto Balducci, La città e la memoria del passato


  «E tuttavia, dentro questa vita, devo sottolineare due cose stupende. Innanzi tutto lo spettacolo quotidiano di una vita eroica, di sacrifici incredibili, di una dedizione al lavoro veramente eccezionale. L'altro aspetto, che mi pare mi differenzi da chi parla dei poveri essendoci entrato dall'esterno, è la memoria di una trama di felicità, di compensazioni interiori di una bellezza fiabesca, vorrei dire. Quando la povertà non è nella zona della miseria, ma è ai limiti dell'autosufficienza, sia pure stremata, ci sono forme di straordinaria felicità.

... La poesia della vita dei poveri ...è una grande eredità che io conservo. Quando sono entrato in quella falsificazione che è la cosiddetta povertà del mondo religioso, ho avvertito subito, sebbene confusamente, l'imbroglio. La vera povertà evangelica l'avevo già vissuta a casa, non nel seminario con tutti i mezzi garantiti, con uno standard di vita raffinato, che mi restituiva, di tanto in tanto, al mio paese con la possibilità di scendere dall'alto in basso, di guardare la vita di prima, ma dal di fuori e con quel sottile compiacimento che nasce sempre dall'educazione elitaria».

Ernesto Balducci, Il cerchio si chiude


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